Tra memorie e presentimenti
«Aun certo punto ritrovarsi lo stesso viso,
rinvenire le stesse passioni, e nei rari
momenti di cui riusciamo ad ascoltarla,
risentire nella nostra voce la sua, del padre.
Tanto lavoro per sciuparsi ad essere
diversi, e poi ritrovarsi come la pianta che ha in se, come
dice Campanella, la legge del suo frutto»
( C. Alvaro da “Memoria e vita” ne “Il viaggio”1942
Morcelliana - Brescia)
«Avevo sempre paura di tornare a casa mia. Volevo bene a
mio padre e mia madre, al mio paese, ma avevo paura che
mio padre mi sgridasse. Aspettavo di tornare a casa essendo
qualcuno e invece non lo diventavo mai».
(C. Alvaro “Ultimo Diario” Bompiani 1959 - Milano)






