Il Quotidiano della Calabria -
Il Quotidiano della Domenica
Quasi una vita
30/08/2010
Al vecchio mondo si sostituiscono i nuovi ritrovati scientifici,
quelli del macchinismo, dell’industrialismo, della letteratura
rivoluzionaria. Dale lascia una società degradata e
si immette in una più degradata. Si crea però un doppio.
Mentre Dale vuole fare suoi i nuovi ideali, i vecchi riemergono.
E per far deflagrare ciò Alvaro fa assistere il protagonista
ad uno spettacolo di Zigane, ultimo baluardo di libertà
ai campi collettivi, una voce culturale che si oppone al
materialismo. Dale in una seconda fuga - espiazione salva
se stesso. Ritrova il suo vecchio mondo delle origini, salva la
speranza. Come già nell’Uomo nel labirinto il paese diventa
rifugio e fuga dalla solitudine e dai labirinti della nuova babele
imposta dal Potere.
Tra memorie e presentimenti
30/08/2010
«Aun certo punto ritrovarsi lo stesso viso,
rinvenire le stesse passioni, e nei rari
momenti di cui riusciamo ad ascoltarla,
risentire nella nostra voce la sua, del padre.
Tanto lavoro per sciuparsi ad essere
diversi, e poi ritrovarsi come la pianta che ha in se, come
dice Campanella, la legge del suo frutto»
( C. Alvaro da “Memoria e vita” ne “Il viaggio”1942
Morcelliana - Brescia)
«Avevo sempre paura di tornare a casa mia. Volevo bene a
mio padre e mia madre, al mio paese, ma avevo paura che
mio padre mi sgridasse. Aspettavo di tornare a casa essendo
qualcuno e invece non lo diventavo mai».
(C. Alvaro “Ultimo Diario” Bompiani 1959 - Milano)
L'emorragia dello spopolamento
30/08/2010
«Ce ne andiamo. Ce ne andiamo
via / Dal torrente
Aron, dalla pianura di
Simeri…/ Dai paesi più
vecchi più stanchi, in cima
al levante delle disgrazie / Cropani,
Longobucco, Cerchiara, Polistena… /
Siamo le braccia, le unghie d’Europa / Il
sudore diesel / Siamo il disonore, la vergogna
dei governi…»
Tutto torna. La poesia di Costabile mi
“magarìa”in testa mentre vado verso la Sila,
il grande nord calabrese, a Longobucco.
«Voi avete della stoffa»
30/08/2010
Mentre gira e rigira tra le mani il
suo quarto romanzo, Rosario Sicari
dice: «Mi è giunta voce da persone
competenti che questo è il
mio più bel romanzo, non so se è
così, io voglio bene a tutti i miei lavori, sono gli
altri che devono giudicare». Rosario Sicari è orgoglioso
dei suoi 74 anni che l’hanno visto passare
attraverso la seconda guerra mondiale,
lungo gli anni della ricostruzione e da maturo
maestro elementare attraverso gli anni che
hanno condotto con rapidità l’uomo verso la velocizzazione
tecnologica. «Io scrivo ancora con
la penna - rivela - ci pensa mio genero a passare i
testi al computer».
La resistenza fascista
23/08/2010
Il fascismo è morto e sepolto, ma dietro
la scelta drammatica di appartenere
alla parte sbagliata - la Repubblica
sociale italiana proclamata il
23 settembre 1943 e le organizzazioni
clandestine fasciste del periodo
1943 -‘45, ci sono state storie di densa
umanità che sono di per sé un valore da
raccontare.
Il breve ma intenso periodo che va dal 25
luglio 1943 al dopoguerra è caratterizzato
- questo ha insegnato la storiografia ufficiale
- dalla resistenza partigiana. La resistenza
fascista è passata in secondo piano,
perché vista come manifestazione, quasi
folcloristica, di una parte minoritaria e
perdente della popolazione italiana. Lo
stesso suicidio, all’indomani del “venticin -
queluglio”, di Manlio Morgagni, responsabile
dell’Agenzia Stefani, fu un episodio
passato alla storia come una significativa
eccezione.
Quell'abito di sana poesia
23/08/2010
«Il pittore Antonio Cannata
non è il primo venuto: è oramai
un conosciuto e apprezzato
paesista che già da tempo
ha superato le sospettose
e difficili barriere della critica, e infine, sì
è imposto ad essa con la sua bella sincerità,
con la sobrietà del colorito, con
quell’abito di sana poesia che scalda e fa
palpitare ogni preferita evocazione. Le
sue tele, assai personali, esprimono con
forma suggestiva e penetrante gli stati
d’un anima intimamente commossa e a
cui ripugnano la studiata ricerca degli
effetti e la deformazione della verità a
profitto d’ogni suo falso per quanto immediato
successo». Così scrive agli inizi
degli anni Trenta lo scrittore napoletano
Salvatore Di Giacomo nel presentare la
mostra del pittore calabrese all’associa -
zione “La Compagnia degli Illusi” a Napoli,
nota nel primo trentennio del Novecento
per la sua professione di cultura
laica radicale.
Un frullato di esperienze
23/08/2010
Quasi 4 milioni di persone
hanno visitato il Padiglione
italiano all’Expo di Shanghai.
Un successo, globale
che ha molto della migliore
Calabria. Beniamino Quintieri, è ilCommissario
Generale scelto dal Governo
per guidare la partecipazione italiana a
quello che è stato definito l’evento del secolo.
Quintieri è nato a Cosenza classe
‘52. Da aprile fino al prossimo 31 ottobre
per trovarlo bisogna andare a Shanghai,
al terzo piano del Padiglione Italiano
dell’Expo. Circondato tra pareti di vetro
il suo ufficio è un continuo andirivieni di
persone e riunioni. A parte una fascia
opaca ad altezza d’uomo, da fuori si vede
tutto quello che succede. Dalle vetrate sospese
sulla hall principale si assiste sempre
alla stessa scena: migliaia di persone
passeggiano a naso all’insù affascinate
dalla creatività italiana. Una media giornaliera
di 40.000 visitatori, come se ogni
mattina mezza Cosenza entrasse a visitare
uno dei più grandi e dei più affollati
padiglioni di questa ciclopica manifestazione
cinese. Quintieri è esperto di
globalizzazione e internazionalizzazione,
professore universitario,
ha ricoperto incarichi direttivi
presso enti e istituzioni economiche.
Tanta teoria, abbinata a molta
pratica sul campo.
Dalla specola del Bruzio
23/08/2010
Questa volta ci guiderà
in Calabria, nella
sua Calabria, sua al
massimo, se si può
dire, Vincenzo Padula
di Acri. Che una volta da
commissario d’esami di maturità,
come si direbbe oggi, chiese a
un candidato se Parini avesse
avuto dei figli. Allo stupore e
all’osservazione di quello circa
lo stato non secolare del poeta
lombardo, sbottò in questa non ortodossa osservazione:
«Ma sì, ma sì, chi sa fare dei buoni versi,
sa fare anche dei figli».
Edizione speciale di Ferragosto
23/08/2010
Una raccolta di venti “super” sombreri
a cura di Franco Dionesalvi
Un'allegoria della vita
23/08/2010
La città era dietro la curva e mi apparve, d’im -
provviso, brulicante di torri, verdeggiante
d’orti e rosseggiante di mattoni. Il paesaggio
era popolato da colline coi fianchi fitti d’albe -
ri carichi dei frutti della stagione estiva, di filari
di vigne che dividevano orti oppure occupavano a
cavalcapoggio larghe porzioni di terreno con il loro carico
di grappoli, ancora piccoli e duri. Si scorgevano
anche le macchie di verde intenso dei boschi in lontananza,
mentre i muli, lenti e pesanti di basti, s’inerpi -
cavano per i fianchi di pendii sulle cui cime sorgevano
case che rilucevano rossi bagliori al
tocco dei raggi del sole sui tetti. Guardando
a nord, sullo sfondo, iniziavano
ad affollarsi i contorni delle torri e
dei campanili, delle case e delle chiese
della città che emergeva circondata
da alte mura
e avÈ
una corsa
nella quale tutto
è permesso
volta da una leggera caligine, colorata di rosso dal
giorno avanzato. Avvicinandosi, si potevano scorgere,
appena fuori dalle mura, case e borghetti disposti a
ventaglio lungo le valli e sui poggi dal dolce pendio.











